MUSEO DEI PARACADUTISTI ITALIANI SALA NR. 5

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285° Battaglione Paracadutisti “FOLGORE” – Campagna di Tunisia 1943
I pochi sopravvissuti alla battaglia e scampati all’accerchiamento, i numerosi feriti dimessi dagli ospedali, i complementi ed i paracadutisti rientrati dai depositi di Tobruk, Derna e dalla base logistica di El Dabà, sono raggruppati alla fine di novembre del 1942 a Tripoli e vanno a formare il 285° Btg. Par. “Folgore” al comando del Cap. Carlo Lombardini, posto alle dipendenze del 66° Rgt Ftr della Divisione Trieste. Immediatamente inviato in combattimento sulla fascia costiera in Tripolitania, a Zavia e Zuara, all’inizio del 1943 è in Tunisia e si distingue nei combattimenti sulle linee difensive del Mareth, di Buerat, di Uadi Akkarit ed a Enfidaville. Il 20 aprile 1943 ai resti della “Folgore”, un centinaio di paracadutisti, il compito di riconquistare il caposaldo della rocca di Takrouna, caduto in mano nemica. Dopo violenti combattimenti, solo pochi valorosi riescono ad occupare i bastioni della rocca ma, investiti da un violento fuoco d’artiglieria, ripiegano verso la base della collina, ormai circondata dagli inglesi. Altri combattimenti impegnano i paracadutisti superstiti, a Gabes, Sfax, a Nabeur e Capo Bon dove, il 13 maggio 1943, si conclude definitivamente l’epopea della “FOLGORE” in Africa Settentrionale.
Molti Ufficiali, prima di diventare paracadutisti, erano effettivi a reparti di cavalleria ed hanno conservato uniformi e copricapo dei loro reparti d’origine.
Medagliere della Divisione Paracadutisti “FOLGORE” con relative onorificenze e la Preghiera del Paracadutista, scritta dal Ten. Col. Par. Alberto Bechi Luserna, M.O.V.M., comandante del IV° Btg: Paracadutisti “Folgore”.
Giubbe coloniali mod. 1941 impiegate dai paracadutisti anche durante la lunga prigionia nei vari campi di concentramento inglesi, americani e francesi, in Egitto India, Algeria, Stati Uniti, Kenia e Sudafrica.
Il manichino (materiale originale) rappresenta un paracadutista ad El Alamein. L’ uniforme coloniale detta “Sahariana”, la “bustina”, copricapo in uso in quanto il basco sarà distribuito ai paracadutisti solo nella primavera del 1943, l’arma, un moschetto automatico Beretta (MAB) mod.1938/A ed il pugnale simbolo della specialità.
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