MUSEO DEI PARACADUTISTI ITALIANI SALA NR. 2

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I Paracadutisti nella Prima Guerra Mondiale – Il Paracadutismo dal 1920 al 1938

Leonardo da Vinci con i suoi studi sul volo, nel 1495 elabora quello che fu il primo paracadute a struttura rigida della storia e ne lascia disegno ed appunti nel foglio 381 del “Codice Atlantico” oggi conservato nei musei in Inghilterra. Fausto Veranzio da Sebenico si dedica allo studio di un paracadute  rettangolare a struttura rigida e nel 1616 si lancia da una torre a Venezia  atterrando incolume, il primo paracadutista della storia. Montgolfier nel 1699, Lenormand nel 1783 e nel 1785 Blanchard svilupperanno la struttura del paracadute ma bisogna arrivare al 1799 quando i fratelli Garnerin eseguiranno lanci con paracadute senza struttura portante rigida.
Il paracadutismo militare italiano nasce durante la Prima Guerra Mondiale nel 1917 con il Ten. HARDOUIN di Gallese che per primo si lancia da una quota di 1.200 metri da un  pallone aerostatico. Paracadute, una NECESSITA’ di vita per  gli Osservatori dai “DRAKEN” - palloni frenati, che gonfiati con elio, una volta colpiti da pallottole traccianti si incendiano immediatamente, una SCELTA per i quattro Ufficiali che dall’agosto del 1918 si lanciano per il Servizio Informazioni Militare oltre il Piave, dietro le linee austroungariche. La velatura del paracadute impiegato tipo “CALTHROP di produzione inglese, era stivata in contenitori appesi all’aeroplano o alla navicella del Draken ed era collegata tramite una fune, in posizione dorsale, all’imbracatura, indossata dal Paracadutista.
Nell’immediato dopo guerra pionieri del paracadutismo si esibiscono nei cieli d’Europa nell’ambito di manifestazioni aeronautiche e fra essi spiccano gli italiani Alfredo ERENO ed il Cap.Pil. Prospero FRERI, al quale si deve  lo studio e la messa a punto nei primi anni ’20  di un modello di paracadute denominato   “AERODISCENSORE”, simile al tipo impiegato durante il conflitto mondiale e, dal 1924, dei vari modelli “SALVATOR”, Tipo A, Tipo B, D.30, primo paracadute italiano interamente indossato dal paracadutista, ai successivi D.37, D.39 ed al definitivo  D.40. I vari modelli saranno impiegati sia come paracadute d’emergenza  dal personale di volo dell’aeronautica, sia per lanci di paracadutisti, lanci all’epoca eseguiti unicamente per scopi propagandistici e dimostrativi.
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Centro Studi di Storia del Paracadutismo Militare Italiano
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